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Île de Ré: le bancarelle del mercato immobiliare

Île de Ré: le bancarelle del mercato immobiliare

Il mercato immobiliare dell'Île de Ré sta attraversando un periodo di turbolenza. Tra standard bancari più severi, restrizioni sugli affitti turistici e prezzi ritenuti troppo alti, le vendite faticano a tenere il passo con gli anni precedenti.

Da due anni, il mercato immobiliare di Ré è in stallo. Gli operatori del settore segnalano molteplici ostacoli: standard bancari, normative locali e prezzi ritenuti eccessivi. Per Morgan Morice, direttore dell'agenzia Orpi di Saint-Martin-de-Ré, la causa principale è chiara: "Oggi siamo limitati a un rapporto prestito/valore massimo del 35%, indipendentemente dalle nostre possibilità economiche". Di conseguenza, anche agli acquirenti con redditi molto elevati vengono rifiutati prestiti. "Ho clienti che guadagnano 15.000 euro al mese e diciamo loro di no. Hanno i mezzi, ma la banca non ha il diritto di concedere prestiti". Secondo lui, quasi l'80% dei potenziali acquirenti non riesce più a realizzare il proprio progetto. Il volume annuo di vendite potrebbe quindi scendere da mille unità negli anni migliori a 600 o 700. "Quando non ci sono vendite, a soffrirne sono anche gli artigiani, i notai e persino i comuni, finanziati in parte dalle imposte di registro", insiste l'agente.

Il freno agli affitti turistici

Un'altra sfida: la normativa che regola gli alloggi turistici ammobiliati. La Comunità dei Comuni dell'Île de Ré ha stabilito delle quote per ridurne il numero. "Se non posso affittare, non posso finanziare", spiega l'agente immobiliare. Questa incertezza scoraggia alcuni investitori, che temono di non trarre profitto dal loro immobile.

Peggy Luton, Vicepresidente Aggiunto per l'Edilizia Abitativa, è più cauta. "Stiamo assistendo a molti annunci, ma non stiamo assistendo a un calo significativo delle dichiarazioni di intenti di vendita. A La Couarde, sono addirittura leggermente aumentate". Secondo lei, l'Île de Ré rimane uno dei mercati più ambiti del paese, ed è troppo presto per trarre conclusioni. Sottolinea che un volume inferiore in estate non indica necessariamente un calo annuale.

Prezzi troppo alti

Per Christine Brunet, notaio di La Rochelle, la spiegazione risiede principalmente nei prezzi. "Dopo un forte aumento dopo il lockdown, stiamo tornando alla normalità. Non è una catastrofe, ma ci sono molti immobili in vendita e alcuni venditori non si sono ancora resi conto della necessità di abbassare i prezzi". Nota una correzione di circa il 10% sulle case d'epoca: "Una casa stimata a 1,4 milioni è stata valutata a 1,7 milioni. Non è ancora stata venduta".

Il notaio sottolinea anche il possibile impatto dell'arretramento della costa, dell'aumento dei tassi di interesse e di una moda che sta perdendo vigore. "Si parla sempre più spesso di sommergibilità marina, il che può rendere diffidenti gli acquirenti". Secondo il notaio, l'isola rimane sopravvalutata rispetto al suo valore di mercato reale.

Un mercato in transizione

Sebbene gli operatori del settore divergano sull'entità del rallentamento, tutti segnalano tempi di vendita più lunghi e acquirenti più selettivi. "Oggi ci sono un centinaio di case in vendita a Rivedoux-Plage, mentre in passato venivano vendute prima ancora di essere pubblicate online", illustra Christine Brunet. Tra standard creditizi, controlli sugli affitti e prezzi ancora elevati, il mercato immobiliare di Ré sta entrando in una fase di transizione in cui la negoziazione sta tornando a essere la regola.

SudOuest

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